“C’era una volta… Little Briar Rose.”

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Little Briar Rose si presenta come un’avventura punta e clicca basata su “La Bella Addormentata nel Bosco” in cui si procede nella storia risolvendo enigmi e minigiochi. L’opera del team italiano Elf Games varrà il prezzo del biglietto?

Spoiler: sì!

Una grafica da maestri artigiani

La prima cosa che salta all’occhio è, per forza di cose, il comparto grafico. Chiunque dica che la grafica in un videogioco non conti, sta in parte mentendo. Per quanto sia vero che non sia necessario riuscire a vedere ogni singolo pelo della barba del protagonista per godersi un’esperienza di gioco, il videogioco è un’esperienza anche visiva e avere sul proprio schermo un’immagine che offra un colpo d’occhio gradevole garantisce qualche punto in più al gioco in questione.

Questo non significa che la grafica debba essere particolarmente “pompata” per essere bella, lo hanno dimostrato giochi come Journey, Limbo, Child of Light  o anche svariati capitoli della saga di Zelda. Little Briar Rose si colloca in questa categoria di giochi. Ricrea un effetto a vetri piombati, tanto cara ai fan della Disney, regalando così al giocatore una grafica semplice ma piacevolissima da guardare e che difficilmente potrà invecchiare negli anni. Certo, non manca qualche neo su questo lavoro. Soprattutto all’inizio, capiterà di confondere in mezzo allo sfondo oggetti con cui dovremo interagire per proseguire nell’avventura, ma si impara in fretta come portare avanti la ricerca di oggetti utili. Quindi un piccolo applauso al team italiano va sicuramente fatto per la loro cura artistica.

 

Lascia che ti narri di una fiaba senza fine…

Avviato il gioco, verremo accolti con una simpatica introduzione animata con voce narrante che, in rima, ci introdurrà alla fiaba della bella addormentata  in una versione, è  il caso di dirlo, non classica e cruda come quella Perrault, ma più leggera come quella di uno dei più classici film Disney. In un periodo in cui film, serie tv, fumetti e appunto videogiochi cercano di ribaltare le regole della fiaba o di creare fiabe più moderne (il già citato Child of Light ne è un ottimo esempio) fa strano trovarsi davanti un’interpretazione così classica di una fiaba che, in un modo o nell’altro, tutti conosciamo.

Questo non è necessariamente un difetto, anzi, grazie ai personaggi secondari, tutti macchiette, la sensazione di muoversi in una fiaba è resa bene. Non mancheranno in ogni caso umorismo e citazioni (anche ad opere teatrali) che vi strapperanno sempre un sorriso. È presente anche un colpo di scena nella trama, ma niente che rompa questo equilibrio fiabesco.

 

Arriva il principe azzurro! E quello rosso. E quello verde…

In Little Briar Rose il giocatore veste i panni di un azzurrissimo principe, inizialmente azzurro, senza macchia e senza paura giunto alla foresta di rovi per salvare il regno dal maleficio. Dovremo aiutare gli abitanti della foresta, simile ad una città divisa in quartieri, a risolvere i loro problemi, più o meno importanti ma collegati tra di loro. Avere un’ambientazione poco varia potrebbe risultare noioso, ma il modo in cui tutti i personaggi che incontreremo interagiscono tra loro (sempre tramite il giocatore) sarà il fulcro dell’esplorazione. L’eroe farà principalmente da fattorino tra i vari personaggi, portando messaggi, oppure oggetti ai destinatari intervallando la routine con alcuni minigiochi che, è il caso di ammetterlo, non sempre risulteranno adatti a prevenire la noia.

Gli enigmi non saranno mai eccessivamente difficili, ma potreste ritrovarvi più volte ad utilizzare il pulsante di aiuto, ormai presente in qualsiasi gioco, o a non eseguire correttamente le richieste di aiuto dei personaggi secondari. Per aiutare i personaggi è necessario essere attenti alle loro parole. E il gioco non mancherà di punire ogni nostra distrazione. Come? Lasciando cadere anche il nostro principe vittima della maledizione della foresta, trasformandolo in un suo abitante.

 

 

Ma si sa: morto un principe, se ne fa un altro. E allora arriverà un nuovo principe pronto a prendere il posto e l’equipaggiamento del precedente e a continuare la sua avventura. Ed è proprio questa meccanica, forse più adatta ad un roguelike , una delle più simpatiche del titolo. Scoprire che aspetto avrà il prossimo principe o in cosa verrà trasformato quello attuale potrebbe essere un stimolo per la vostra curiosità.

In breve…

Little Briar Rose è un titolo valido in cui l’aspetto estetico fa da padrone. Ma non è solo quello il motivo per cui ci sentiamo di consigliarlo. Le trovate originali come l’umorismo con cui sono reinterpretati i canoni della fiaba classica, la meccanica roguelike, che ribalta la regola della non morte nelle avventure grafiche e altre idee che vorremmo il giocatore scoprisse da solo, rendono questo gioco un titolo dignitoso e dotato di una propria identità. Cosa difficile da trovare nel panorama moderno. La non eccessiva difficoltà e una scarsa longevità sono difetti su cui si sorvola facilmente, specialmente visto il prezzo a cui viene proposto.

Se volete acquistare Little Briar Rose, potete farlo su Steam.